La soppressione della Compagnia di Gesù secondo lo storico Carlo Morelli di Schönfeld

Lo storico goriziano Carlo Morelli di Schönfeld così commenta la soppressione della Compagnia di Gesù, decisa il 21 luglio 1773 da papa Clemente XIV.

Cominciamo quest’articolo della nostra storia con un avvenimento, il quale siccome fu comune a tutta l’Europa, cos’ ne fissò tutta l’attenzione. La compagnia detta di Gesù con tanta premura dai nostri principi introdotta e stabilita ne’ loro stati, con tanta munificenza arricchita, e con tante prerogative sopra tutti gli altri ordini religiosi distinta, ed esaltata, giunse al totale suo scioglimento. Scacciati già i gesuiti dal Portogallo e dalla Spagna, ed indi dispersi anche per la Francia, non rimase a Clemente XIV altro partito, che di abolire un instituto rendutosi in ogni parte sospetto. La bolla di soppressione come fu da tutti i principi promulgata, ed eseguita nei loro stati, fu ancora pubblicata, ed eseguita in tutta la monarchia austriaca. Il conte Rodolfo Coronini, che allora teneva le veci di presidente, la pubblicò in Gorizia alla presenza di tutti i religiosi a tal effetto nel refettorio del loro collegio radunati. Le rendite destinaronsi per le pubbliche scuole, ed il collegio divenne il quartiere delle milizie.

Carlo Morelli di Schönfeld, Istoria della Contea di Gorizia, V voll., ristampa anastatica, Mariano del Friuli, Edizioni della Laguna, 2004; vol. III, p. 232.