Chiesa di S. Ignazio. Dalla commissione, all'inaugurazione, all'abbellimento.
Il progetto e la costruzione della chiesa di S. Ignazio ebbero una storia piuttosto complessa, che qui viene passo passo ricostruita sulla base di un estratto della cronaca annua del collegio Goriziano, pubblicato da Francesco Spessot.
1654 “Nel mese di settembre alla presenza del provinciale p. Bernardo Geyer, fu dato principio all’escavazione delle fondamenta della nuova chiesa” (103).
1655 “In quest’anno i muri della nuova chiesa sopra il coro e sopra le due sacrestie laterali furono elevati fino al tetto; in seguito alla celerità d’esecuzione, alla deficiente solidità ed alle dirotte pioggie dell’autunno una gran parte di questa nuova costruzione venne a crollare ed a sfasciarsi, di modo che il maestro muratore impresario ne dovette rifare la costruzione a proprie spese” (103).
1656 “Si continuò la costruzione dell’edificio per la nuova chiesa; in quest’anno furono fatte le fondamenta per due cappelle laterali e vi fu innalzato il muro per due passi sopra terra; addì 11 novembre il goriziano Mons. Francesco Massimiliano Vaccano, vescovo di Pedena, celebrò la funzione della posa della prima pietra” (103).
1664 “Proseguendo nella costruzione della chiesa si giunse a coprire col tetto la parte del coro per l’altar maggiore e le parti laterali delle due sagrestie; sulla sommità del tetto sopra il coro fu eretta la piccola torre per la campana invitante a sentire le messe basse” (106).
1680 “La costruzione della chiesa, principiata nel 1618, progredì in modo da potervi celebrare gli uffici divini, essendo stata ultimata la volta sopra lo spazio che contiene le quattro cappelle già terminate: addì 31 luglio, festa di Sant’Ignazio, vi fu cantata la messa dal vescovo di Trieste. Restando da farvi ancora altri piccoli lavori da muratore, l’ordinaria ufficiatura restò sospesa sino al 3 dicembre, festa di San Francesco Saverio, nel qual giorno, l’ufficiatura fu ripresa e continuata” (110).
1681 “Col legato lasciato dal conte Germanico della torre, preposito di Passavia, in una delle quattro cappelle della chiesa fu fatto un altare di marmo dedicato al s. crocefisso, furono ultimati i corridoi e le gallerie sopra le quattro cappelle già costruite, e furono munite con rete metallica 13 grandi finestre della chiesa” (110).
1685 – “Per munificenza della famiglia Cobenzl, nella prima cappella, a destra entrando in chiesa, fu costruito il nuovo altare di marmo, dedicato a san Giuseppe, che cosò fiorini renani 1048” (111).
1686 – “Nella prima cappella, a sinistra entrando in chiesa, fu costruito il nuovo altare di marmo dedicato a San Francesco Saverio: la spesa di oltre 1000 coronati fu sostenuta col legato del conte Germanico della Torre, preposito di Rudolfswert e canonico di Passavia. Anche 26 nuovi scanni di legno di noce, elegantemente intagliati, del valore di oltre fiorini 200 furono messi nella nuova chiesa” (112).
1716 – “L’altare maggiore, che era di legno, fu sostituito con un altare di marmo che costò fiorini 4000” (117).
1717 – “Ai gradini del nuovo altare maggiore si posero i due candelabri in marmo” (118).
1718 – “Si continuò la fabbrica della nuova chiesa, spendendo a tal fine fiorni 1750; finora si poté servirsi solo della prima metà della chiesa” (118).
1721 – “Anche quest’anno si continuarono i lavori di costruzione della chiesa: fu innalzato il muro della facciata e delle due ultime parte laterali, furono finite le quattro grandi colonne che adornano la facciata, furono posti in cima ad esse i quattro capitelli di pietra viva e così pure si terminarono le cornici ornamentali della facciata; sulla parete dietro l’altare maggiore di marmo fu dipinto Sant’Ignazio in gloria da un coadiutore laico della società. Questa pittura riportò universalmente la somma lode. La spesa di quest’anno per gli elencati lavori fu di fiorni 3393” (119).
1722 – “In quest’anno fu compiuta la costruzione della chiesa con la copertura totale del tetto sino alla facciata; la facciata fu ornata con una cornice ben decorata; una petra, alta un braccio, fu posta sulla cima del frontispizio per potervi inastare una croce di ferro dell’altezza di 13 piedi geometrici (questa croce fu messa appena al principio del secolo XIX, a spese di tutti i fabbri ferrai di Gorizia, in occasione della riparazione della medesima facciata). [N. dell’editore].
Il campanile della parte destra fu inalzato sino al culmine della parte destra della facciata” (119).
1723 – “Nella facciata della chiesa furono inalzati i due campanili laterali; sulle celle campanarie furono collocate le imposte di pietra alle otto grandi finestre e fu adattata la impalcatura di travi per la costruzione delle due cupole. Sopra la porta principale, alta 12 piedi geometrici, fu posta in una nicchia la statua di marmo di Sant’Ignazio; sotto questa statua fu messa la seguente iscrizione cronografia:
DIVO IGNATIO DE LOIOLA SOCIETATIS IESU FVNDATORI che indica l’anno 1723, nel quale fu posta. Sopra la statua di Sant’Ignazio c’è il monogramma del nome di Gesù in metallo dorato, sostenuto di due angeli alati di marmo, superiori all’ordinaria statura umana: più in alto v’è un maestoso pergolo, al quale si ascende dal coro della chiesa per una grande finestra alta 10 piedi geometrici. Le fondamenta tanto della facciata quanto dei due campanili furono cominciate con cemento di polvere di marmo contuso; altre due nicchie con gli stipiti di pietra furono fatte sopra le due porte laterali. Anche le finestre della facciata furono irrobustite con gli stipiti di pietra. La spesa di questi lavori, comprendenti anche la resa abitabilità di alcune camere nel collegio fu di fiorini 5968” (120-121).
1724 – “Prescindendo dalle cupole dei due campanili, in quest’anno l’edificio della nuova chiesa ebbe il suo compimento con l’ultimazione delle cornici, con l’intonacatura dei muri, con la costruzione dei capitelli di otto colonne e del coro per i musici e infine con la tinteggiatura completa dell’interno della chiesa. La spesa per questi lavori raggiunse la somma di fiorini 2130” (121).
1725 – “In quest’anno furono costruite le cupole dei due campanili, le quali vennero coperte con lamiere, acquistate appositamente nella Carinzia. Nelle nicchie sopra le porte laterali della chiesa furon poste due statue rappresentanti l’una San Giuseppe e l’altra San Giovanni Battista; furono messe a posto le gradinate con altre tre porte d’ingresso della chiesa e fu ultimato il coro per i musici questi lavori costarono la somma di fiorini 200” (121).
1726 – “La posa in opera dei gradini alle tre porte d’ingresso nella chiesa fu ultimata in quest’anno: avanti la facciata della chiesa furono saldati in terra dei pilastrini di pietra per impedire l’accesso dei carri. La spesa di questi lavoracci ammontò a fiorini 248 e con ciò fu terminata la fabbrica della chiesa; altri fiorini 215 furono spesi per ultimare il soffitto dell’andito superiore” (122).
1743 – “Il conte G. B. della Torre fece fare a proprie spese il settimo altare della chiesa; per l’aumento della suppellettile della chiesa furono ricevuti in dono amitti, albe, cingoli, corporali, veli umerali e fiori” (127).
1745 – “La costruzione del settimo altare, fatto erigere dalla munificenza del conte G. B: della Torre, fu ultimata” (127).
1750 – “In quest’anno la chiesa ebbe il decoroso ornamento del nuovo pulpito di marmo bianco di Carrara, intarsiato con marmo verde antico ed ornato con la sigla del sacrosanto nome di Gesù e con altri fregi” (129).
1755 – “Per la liberalità di un religioso la chiesa fu arricchita di tre tabelle canoniche con cornici ricoperte d’argento ed elegantemente effigiate da servire per l’altare maggiore nelle grandi solennità” (130).
Francesco Spessot, Primordi, incremento e sviluppo delle istituzioni gesuitiche di Gorizia (1615-1773), in “Studi Goriziani”, III (1925), pp. 83-142.





