Prima dell’arrivo (1564-1614).

Nel contesto della spartizione dell’eredità dell’imperatore Ferdinando I d’Asburgo (1564), l’amministrazione della Contea di Gorizia fu affidata a suo figlio, arciduca Carlo. Fin dai primi anni del proprio governo, questi cercò di porre un freno alla diffusione del luteranesimo in tutta l’Austria interna, attraverso una serie di provvedimenti a sostegno della religione cattolica, tra i quali rientrava anche l’insediamento di un collegio gesuitico in alcune città della regione. Gorizia non fece eccezione: della possibilità di chiamare i padri della Compagnia di Gesù in città si era iniziato a discutere prima, intorno al 1558. A sostegno del progetto si mossero, tra gli altri, i vicari patriarcali Jacopo Maracco e Francesco Barbaro, oltre che il visitatore apostolico (poi nunzio pontificio a Graz) Bartolomeo da Porcia. Fu necessario però attendere che della questione si interessassero l’arciduca Ferdinando d’Asburgo (poi imperatore Ferdinando II) e il suo confessore Bartholomaeus Viller per riuscire a trovare le rendite necessarie al mantenimento di una residenza gesuitica nella città isontina. Quattro padri della Compagnia furono a Gorizia nell’aprile 1615 per visitare la città ed individuare i luoghi più adatti all’insediamento. Il 16 luglio 1615 i primi due gesuiti entrarono in città per fissarvi dimora stabile e dare inizio alla propria attività pastorale. Pochi mesi dopo però (dicembre 1615) scoppiò la guerra tra Venezia e gli Asburgo (“Guerra di Gradisca”) e i gesuiti si videro chiamati a prestare il proprio servizio nella città e negli accampamenti. Per dare inizio alla propria scuola, i padri dovettero necessariamente aspettare la fine delle ostilità.

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Ferdinando II d’Asburgo