Missioni pasquali nel 1707

L’impegno dei gesuiti nelle missioni non si concretizzò soltanto nei territori d’oltremare, ma ebbe grande rilevanza anche nelle campagne e nelle più desolate terre europee. Anche da Gorizia i padri del collegio partivano abitualmente per predicare nei villaggi dei dintorni.

La carità ed il desiderio di guadagnare anime a Dio non portarono gli apostoli della Compagnia ad operare solo tra le pareti di abitazioni private o in splendide città, ma resero motivo di vanto il rivolgersi ad ignoranti e plebei. I padri missionari di Precenicco riportarono grandi lodi e grande raccolto; durante le passate festività pasquali si  impegnarono duramente per due settimane acciocché la memoria della mirabile benedizione solennemente impartita l’ultimo giorno, dopo due ore di predica sulle anime sottratte alle fiamme espiatrici, rimanesse perenne nell’animo degli abitanti di Precenicco e dei loro vicini. Tanto avido fu nei singoli il desiderio della parola di Dio, tanto grande l’afflusso dei penitenti, che lo stesso padre procuratore, incaricato di occuparsi dell’amministrazione, si tramutò in apostolo, venendo in aiuto dei padri missionari con il suo operoso entusiasmo. Salutare si rivelò in tale occasione la predica sull’inferno per un ostinato, che aprì al padre missionario tutte le profondità della sua coscienza scossa dal timore dei tormenti. Riammessa alla sacra comunione, fu degna di accogliere l’agnello pasquale. E si trattava di  persona fermamente risoluta a far passare  il periodo pasquale senza confessarsi.

Passo tratto da Historia Collegii Goritiensis I, c. 205v

Mesar

Ritratto del gesuita Giovanni Battista Mesar (Messari), missionario nel Tonchino (Musei Provinciali di Gorizia - Autorizzazione n° 666/08 del 22/08/2008)