Declino (1723-1773).

Nel 1723 sia il collegio che il seminario werdenbergico erano ancora frequentati da molti studenti ma era iniziato il calo delle iscrizioni, che sarebbe proseguito in maniera inesorabile. In quello stesso anno fu aperto un nuovo corso superiore di diritto canonico, destinato però ad avere breve durata, così come accadde per quello di matematica, istituito nel 1745. L’insuccesso di questi due corsi fu uno dei segnali del declino della Compagnia.
Dopo discussioni e trattative durate due secoli, il 6 luglio 1751 venne istituita la diocesi di Gorizia, il cui primo vescovo fu Carlo Michele d’Attems. Il collegio dei gesuiti perse così la prerogativa di nominare il parroco di Gorizia, ottenuta da Ferdinando II ai tempi della fondazione.
In questo lasso di tempo, stando al racconto dell’Historia Collegii Goritiensis, la biblioteca del collegio ebbe un notevole incremento, grazie ad una serie di acquisizioni segnalate anno dopo anno.
Appena nel 1767 fu solennemente consacrata la chiesa di S. Ignazio: più di un secolo dopo l’inizio dei lavori.
Per i gesuiti si aprì, in tutto il mondo, una fase davvero molto critica: nel 1756 iniziarono le espulsioni: la Compagnia di Gesù fu infatti bandita dal Regno di Portogallo, nel 1762 dalla Francia, tra 1767 e 1768 da Spagna, Napoli, Sicilia, Parma e Malta. Provvedimenti questi che furono di preludio alla soppressione dell’Ordine, sancita da papa Clemente XIV il 21 luglio 1773 con la bolla Sollicitudo omnium ecclesiarum. A Gorizia, la bolla di soppressione fu letta dal conte Rodolfo Coronini ai padri gesuiti, radunati nel refettorio del loro convento.

Siminario

Pianta del seminario werdenbergico (Archivio Storico Provinciale di Gorizia - Autorizzazione n° 666/08 del 22/08/2008)